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REMOTHERED: TORMENTED FATHERS

di Ludovico "Ludok" Argento
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[FOCUS ON] REMOTHERED - (7) REMOTHERED: TORMENTED FATHERS! UN HORROR INDIE TUTTO ITALIANO


Il settore videoludico è un mondo tanto intriso quanto variegato di titoli e generi che cercano di imporsi continuamente nel mercato, quasi da sembrare saturo. La maggior parte delle Software-House vantano spesso partnership prestigiose e notevoli disponibilità economiche che le tutelano e sostentano in tutte le varie fasi di sviluppo, fino ad accompagnarli alla pubblicazione. Esistono tuttavia piccole case di sviluppo spinte da un unico progetto, e dalla voglia di realizzarlo, che trascendono da tutte le problematiche e incertezze che questo mercato comporta, lanciandosi a testa bassa nel loro intento. Queste “piccole case di sviluppo” rientrano in quella che viene definita categoria “indie” ed ogni tanto accade che, spinte dalla loro sola forza di volontà e dalle loro capacità, riescono a creare titoli che in breve tempo si impongono nel mercato diventando piccole opere di successo. Tutti ricordiamo titoli come “Salt And Sanctuary”, che in breve tempo si è ritagliato la sua ottima fetta di souls-fans, oppure “Cuphead”, capace di diventare talmente tanto virale da eclissare titoli “tripla A”. In questo articolo analizzeremo un’opera videoludica che, sebbene ci siano voluti svariati anni per vederla completa, nasce da una di quelle “piccole software house”, una piccola opera d’arte di produzione totalmente italiana, Remothered: Tormented Fathers.

Manifesto ritraente la scoparsa di Celeste Felton, nonchè scena iniziale del gioco.

Le origini del progetto risalgono al 2007, annunciato come tributo al videogioco Clock Tower. La situazione cambia tra il 2009 e 2010, quando il padre fondatore del titolo, Chris Darril, annunciò che la storia sarebbe stata completamente riscritta da zero, cosi come lo sviluppo ed il motore grafico. Il titolo ha dunque subito forti modifiche strutturali e concettuali che lo hanno reso, di fatto, un progetto autonomo, in grado di svilupparsi agevolmente in una trilogia videoludica. Successivamente, tra il 2012 ed il 2015, Chris Darril fondò la sua azienda, la Darril Arts, rifiutando diverse offerte da alcune software house per avere i diritti di Remothered. Un’imprevista collaborazione con Nobuko Toda per la realizzazione della colonna sonora, confermata ufficialmente nel 2016 sul sito ufficiale della musicista, ci porta ai giorni attuali con la pubblicazione delle versione beta del titolo da parte di Darril Arts e Stormind Games.

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Da quanto tempo non si vedeva un gioco con nomi di vie italiane!

TRAMA


La storia tratta vari personaggi con personalità molto caratterizzate e ben amalgamate tra loro. La protagonista è Rosemary Reed la quale cerca di scoprire la verità sulla misteriosa scomparsa di Celeste Felton, figlia adottiva del notaio oramai in pensione, il dottor Richard Felton. Quest’ultimo, a causa di una terribile malattia che lo ha reso debole e morente, passa le sue rimanenti giornate curando i suoi interessi in materia di giardinaggio ed entomologia, accompagnato dalla sua infermiera e assistente personale Gloria. Rosemary, fingendosi un medico per la clinica che ha tenuto in cura il signor Richard, riesce ad entrare nella villa dei Felton ed avere un colloquio con il proprietario della magione. Sbrigati i convenevoli, Rosemary svela subito il suo reale intento ottenendo una brusca reazione da parte del signor Felton, il quale ordina alla sua infermiera di scortarla all’uscita, intimando la protagonista a desistere da tale intento. Sebbene congedata con malgarbo Rosemary, con il più classico dei cliché narrativi, riesce ad intrufolarsi di soppiatto nella villa, certa nel voler scoprire la verità e inconsapevole di aver preso parte alla perversa follia che regna all’interno delle mura. Inoltre la trama si infittisce non appena entra in scena l’inquietante figura di una suora rossa, la quale risulta essere la causa della sparizione della piccola Celeste.

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Un concept realizzato da Chris Darril che mostra i personaggi di Remothered

Come accennato la caratterizzazione dei personaggi è davvero ben studiata. Il dottor Felton, il quale sembra più anziano della sua età a causa delle sue malattie e delle cure mediche che ha dovuto subire. Un uomo con un passato difficile, una malattia incurabile, la figlia adottiva scomparsa. Se non si mostrasse subito per il reale e macabro personaggio che rappresenta, si potrebbe anche provare una sorta di empatia. Affiancato dall’infermiera Gloria, timida, maniaca nel suo monotono lavoro, infelice in viso. Questa presenta un atteggiamento remissivo che sembra lasciar trasparire la conoscenza della verità riguardante i Felton, preferendo tuttavia un atteggiamento reticente.

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Chris Darril ha omaggiato l’attrice in maniera davvero impeccabile.

Infine la nostra protagonista Rosemary, risoluta, intelligente, determinata ma al tempo stesso ambigua, malinconica nei tratti. In realtà di lei sappiamo ben poco. Per quale motivo si è interessato al caso di Celeste Felton? Soldi, o forse motivazioni personali? Volendo azzardare con le ipotesi, considerando il fatto che abbia dato false credenziali pur di entrare in contatto con il Dott. Felton, Rosemary Reed potrebbe anche non essere il suo reale nome. Una cosa però è certa ed appare evidente, tra l’altro confermata da Chris Darril in più interviste. Rosemary rievoca in maniera quasi impeccabile il personaggio di Clarice Starling interpretato da Jodie Foster ne “Il Silenzio Degli Innocenti”. La somiglianza con l’attrice ne è un’ulteriore conferma. Un tributo, quindi, delle esperienze che sono divenute bagaglio di cultura personale dell’autore.

 

GAMEPLAY


 

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HUD totalmente assente. All’interno della villa vi dovete affidare esclusivamente al vostro istinto di sopravvivenza.

Il titolo è un survival horror in terza persona, con una telecamera posizionata interamente alle spalle della protagonista Rosemary. Tutta la struttura di gameplay viene sviluppata in totale armonia con la caratterizzazione dei personaggi e la trama stessa. Ci sono vari punti che meritano di essere analizzati. Primo tra tutti l’HUD (head-up display), in italiano le informazioni a schermo (salute, stamina, mappa ecc.). L’HUD è ridotto al minimo mostrando solo un piccolo riepilogo dei consumabili disponibili, come se in una situazione reale toccassimo le tasche per ricordarne il contenuto. Nessuna “barra di vita”, nessuna mappa dell’area di gioco. Il gameplay è tutto incentrato sul linguaggio del corpo, ferite, sangue, fiatone, vista annebbiata, sono questi gli elementi che si devono analizzare al fine di valutare la condizione fisica. Cosi come la memoria e l’esperienza costituiscono la mappa di gioco. Altro elemento innovativo e l’attenzione che si deve porre a tutti i segnali che suggeriscono l’arrivo di un nemico. In questo survival horror non è possibile uccidere i nemici ma solo rallentarli, lanciando oggetti consumabili come piccoli vasi oppure ferendoli con coltelli o forbici. È obbligatorio quindi avvalersi di tutti i sensi per fuggire alle minacce o cercarli di contrastare nel modo più efficace possibile. Inutile nascondersi, per esempio, in un armadio se il nemico è presente nella stessa stanza. Sono presenti, ovviamente, puzzle ed enigmi, mai banali e perfettamente in linea con quella che è la struttura del gioco. Un gameplay, dunque, sotto molti punti di vista innovativo. Anche la scelta di non poter uccidere i nemici ma solo rallentarli è in perfetta armonia con la caratterizzazione dei personaggi. Rosemary non è assolutamente pronta a valutare, gestire ed affrontare fisicamente gli orrori che si presentano. Queste scelte enfatizzano il senso di angoscia e la paura, aspetti che vi accompagneranno per tutta la durata del gioco.

 

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I disturbi del dottor Felton sono dovuti alle cure mediche ricevute o sono parte del suo essere?

GRAFICA E AUDIO


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In Remothered l’Unreal Engine 4 viene sfruttato a dovere, creando piacevoli ed inquitanti ombre e giochi di luce.

Il titolo è supportato dal motore grafico Unreal Engine 4. Giochi d’ombre, uso sapiente delle luci e i tempi di caricamento inesistenti aiutano il giocatore ad immergersi completamente nell’atmosfera di gioco. Quest’ultima accentuata dal comparto sonoro, cui va un nota di merito. Obbligatorio citare Nobuko Toda (famosa per aver lavorato a molti titoli quali Metal Gear Solid 3 – Snake Eater, Metal Gear Solid 4: Guns of the patriots, Lollipop Chiansaw e NightCry) che ha realizzato la colonna sonora di Remothered, Il compositore Luca Balboni ed i doppiatori della versione inglese Danielle McRae, Lani Minella, Adam Harrington.

CONCLUSIONI


Sebbene il titolo non sia privo di difetti, sorvoliamo dall’elencare imperfezioni grafiche in quanto abbiamo avuto modo di analizzare una versione beta del gioco. Cali di framerate o piccoli errori di battitura sono normali in versioni non finali. Ci sono tuttavia scelte del team che non abbiamo condiviso o compreso appieno. Ci riferiamo alla quantità di oggetti esaminabili nella mappa di gioco. Sono veramente tanti i cassetti o gli armadi che andrete ad esaminare e pochi di questi contengono oggetti utili alla trama o consumabili. Questa scelta da parte del team, sebbene sia in perfetta sincronia con il concetto di esplorazione, all’atto pratico potrebbe farvi perdere di vista il senso di gioco. Sarà nostra premura aggiornare l’articolo dopo aver preso in considerazione la versione finale.
Tuttavia è importante sottolineare come Remothered: Tormented Fathers sia un titolo innovativo, puro nel suo genere, capace di trasmettere al videogiocatore una scarica di adrenalina, angoscia e paura in modo continuo per tutta la durata delle sessione di gioco. In questo survival horror non si affrontano mostri, zombie o entità disumane. Si prende di petto, in modo diretto e crudo, la malvagità umana o, meglio, la consapevolezza dell’indole umana alla malvagità. Come cita lo stesso Chris Darril in un’intervista: “Il genere umano è lunatico, volubile, fa ciò che gli va di fare a discapito della propria stessa specie: questo è ciò che, personalmente, mi fa più paura di qualunque altra cosa. […] La verità è che l’unico male di cui si deve aver timore è la propria mente.”

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“L’unico male di cui si deve aver timore è la propria mente.” – Remothered: Tormented Fathers

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