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GAMESCOM 2019 RECAP

di Ludovico "Ludok" Argento
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Ora che la Gamescom del 2019 è giunta al termine è giusto fare un riepilogo delle novità e dei titoli presentati alla fiera di Colonia. Siamo ben consapevoli che molte altre testate giornalistiche sono state sul pezzo, aggiornando costantemente i propri siti e seguendo le varie conferenze anche con eventi live su Twitch o altre piattaforme, ma si tratta, appunto, di informazione giornalistica. Noi, come al solito, vogliamo creare uno spunto di riflessione e aizzare gli animi verso una consapevolezza individuale. In questo articolo non ripercorriamo gli eventi in ordine cronologico, bensì cerchiamo di settorializzare gli eventi presentati in fiera per tematiche, al fine di creare un filo logico comune.

La casa di Kyoto ha aperto le letteralmente le danze presentando con il suo Nintendo Indie World. Come di consueto Nintendo partecipa alle fiere e gli eventi pubblici con rispettoso distacco. Siamo abituati a questa strategia di marketing e in tutta onestà non ci si aspettava nulla di diverso in questa fiera. La casa nipponica avrebbe potuto presentare ulteriori video o informazioni sulla nuova console portatile, la Switch Lite, smentendo o confermando le varie voci di corridoio che si sono diffuse. Eppure quello che abbiamo visto è una carrellata di titoli indie in uscita nel breve e nel lungo periodo. Tuttavia nulla è dato al caso, difatti, Nintendo è riuscita ad attirare l’attenzione, mostrando produzioni indipendenti come Superhot, Ori and the Blind Forest, Hotline Miami Collection e Risk of Rain 2. Importante notare come la produzione indipendente della Moon Studios arrivi anche su console Switch, ponendo in essere gli accordi tra Microsoft e Nintendo. Importante presenza, dunque, quella di Nintendo alla fiera di Colonia, capace di creare interesse costante per la sua azienda e supportando continuamente il lavoro svolto dalle software house indipendenti. Personalmente durante la carrellata dei vari trailer la mia attenzione si è soffermata su titoli quali Torchlight 2 , Blasphemous e, ovviamente Ori and the Blind Forest.

Google ed il suo progetto Stadia Connect. Durante la conferenza non è stata annunciata nessuna data di debutto del servizio, al contrario, continuano a buttare carne sul fuoco – o fumo negli occhi – annunciando titoli come Mortal Kombact 11, Cyberpunk 2077 disponibili per Google Stadia. Permettetemi una piccola digressione. Il pensiero di chi scrive non è assolutamente negativo. Apprezzo molto il progetto anche perché non è l’unica azienda che si sta spingendo in tal senso, prendiamo in esempio Microsoft con il suo Project XCloud. Rimango tuttavia – positivamente scettico – a riguardo. Pur apprezzando il gesto e lo sforzo del colosso di Mountain View temo la realizzazione pratica a lungo termine. Che il mercato abbia visto nello streaming il futuro del settore videoludico, cosi come da tempo avviene per l’ambito cinematografico, è un concetto ben chiaro, mi domando però quale sarà il reale fine ultimo di tutto il processo innovativo. Google Stadia è già disponibile al preorder e, da come si evince sul sito, parliamo di abbonamenti mensili o annuali. Microsoft quasi sicuramente opterà per la stessa soluzione in abbonamento. Il mio scetticismo nasce appunto dal non riuscire a vedere la fine di questo, passatemi il termine, processo evolutivo. Ma le mie sono solo le classiche preoccupazioni di gamer vecchio stampo che non riesce, o teme, il concreto al modernizzarsi dell’industria videoludica.

È il turno di passare in rassegna Microsoft e la sua puntata speciale di Inside Xbox. Non ci aspettavamo molto da Microsoft e, in linea con gli anni passati, non ha fatto nulla per farci cambiare idea. Le conferenze sono sempre state molto sotto tono paragonate alle altre e anche quest’anno abbiamo avuto le classiche notizie da tweet, su palcoscenico. Presentato Devil May Cry 5 e gli altri titoli di agosto per Xbox Game Pass, un’offerta per Xbox Game Pass Ultimate, annunciato l’arrivo di Gear POP! su dispositivi mobili e forse l’unica cosa veramente attesa e sensata da mostrare ad una fiera di questo calibro, ovvero, le nuove edizioni speciali dei controller Xbox One. Scherziamo, la sorpresa era la presentazione della modalità orda di Gears 5, cui è dedicato il seguente video.

Ma non sono solo i big dell’industria videoludica ad aver mostrato le proprie carte alla fiera di Colonia, tanti altri titoli sono stati mostrati e molti anche giocabili. Senza usare lunghi e superflui giri di parole il vincitore morale della Gamescom 2019 è sicuramente Hideo Kojima. Proprio durante l’apertura della fiera ha mostrato nuovi trailer tra cui un gameplay del suo ultimo titolo in uscita Death Stranding.

Sicuramente avrete già visto e rivisto questo filmato ma sono sicuro di dare una chiave di lettura che pochi hanno affrontato. Quasi tutti danno per scontato che il titolo sia un capolavoro, molti neanche conoscono il passato lavorativo videoludico di Kojima. La fama ed il successo portano spesso ad osannare un titolo, un attore o un produttore senza che se ne conosca il lavoro passato, o meglio, senza che TUTTI ne conoscano il passato. Detto ciò ho notato una forte e incessante componente marketing sul prodotto in questione, quasi a voler aumentare a dismisura la fama non solo di Kojima, ma dell’intera azienda. Ricordo che sebbene il maestro sia nel settore da un po’ di anni non trascuriamo il fatto che – conti alla mano – questo è il primo titolo della Kojima Production. Tutti danno per scontato che Death Stranding sia un successo e un capolavoro, il marketing che c’è dietro l’intero progetto sta aiutando a supportare questa tesi. Non aggiungo altro, spero solo che sia VERAMENTE un capolavoro dell’industria videoludica moderna, altrimenti del maestro Hideo Kojima resterà solo un amaro ricordo.

Non solo – per fortuna oserei aggiungere – Kojima e il suo Death Stranding presenti alla Gamescom 2019. Tra i tanti titoli mostrati e provati, per chi ha avuto la possibilità di farlo, spiccano soprattutto il secondo capitolo di un’annunciata trilogia firmata da Chris Darril, ovvero, Remothered Broken Porcelain e MediEvil tanto per citarne alcuni. Soprattutto, come scritto in precedenza, i più fortunati hanno avuto la possibilità di provare titoli quali Final Fantasy 7 Remake, Cyberpunk 2077,  eFootbal PES 2020 e Fifa 20

Manca ancora Sony all’appello. In realtà quest’ultima non si è mostrata ufficialmente alla Gamescom 2019. L’annuncio più interessante, oltre l’ovvio Death Stranding, è stata l’acquisizione di Insomniac Games, i creatori di Marvel’s Spiderman e Ratchet & Clank. Scelta saggia, in linea con quanto dichiarato al precedente E3, considerando che la bomba atomica rilasciata da Kojima avrebbe inevitabilmente eclissato qualsiasi altra notizia. In fase finale vi lasciamo la lista con i vincitori di questo Gamescom 2019, dandoci appuntamento al prossimo articolo!

 Migliori videogiochi per genere

  • Best VR / AR Game

 Marvel’s Iron Man, Sony Interactive Entertainment

  • Best Hardware / Technology

 Xbox Elite Wireless Controller Series 2, Microsoft

  • Best multiplayer game

 Borderlands 3, 2K

  • Best Ongoing Game

  Monster Hunter World: Iceborne, Capcom Entertainment

Consumer awards

  • Best Booth (Fan category)

 Indie Arena Booth, Super Crowd Entertainment

  • Best eSports Experience (Fan category)

 Super Smash Bros. Ultimate gamescom 2019 Invitational, Nintendo

  • Best Streamer/Let’s Player (Fan category)

 PietSmiet

  • Gamescom “Most Wanted” Consumer Award (Fan category)

 Borderlands 3, 2K

Gamescom global awards

  • Best Games Company (Jury category)

 THQ Nordic

  • HEART OF GAMING Award (Jury category)

Gamescom Indie award

  • Gamescom Indie award (Jury category)

 El Hijo, Honig Studios

Best of CAMPUS:

  • Best of CAMPUS (Jury category)

 Super Size Hero, Film Academy Baden-Württember

Heart Of Gaming – Premio speciale istituito quest’anno dove la giuria ha premiato il tema della diversità focalizzando la propria attenzione all’accessibilità. Siamo molto felici della scelta di istituire questo premio, sperando che tale comportamento si estenda a tutta la community.

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