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DREADFUL BOND – ANALISI DI UNA TECH DEMO

di Ludovico "Ludok" Argento
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DREADFUL BOND - ANALISI DI UNA TECH DEMO - 01A pochi giorni dalla conclusione della campagna di crowdfunding su Kickstarter, Clod Studio rende disponibile la tech demo di Dreadful Bond. La collaborazione con Dario Argento, in qualità di direttore artistico, ha fatto immediatamente crescere l’interesse per questo progetto. Difficilmente un titolo indie riesce ad avere un repentino impatto mediatico. La presenza del maestro dell’horror è stata fondamentale nel processo facendo però alzare, di contro, le aspettative.

UN PASSO ALLA VOLTA

Prima di continuare è necessario fare una semplice premessa. La versione disponibile è, come precedentemente citato, una tech demo, ovvero, una versione che tende a dimostrare lo sviluppo attuale del titolo e le sue future potenzialità. La qualità finale del prodotto potrebbe essere diversa dall’attuale versione disponibile.

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Dreadful Bond è stato immediatamente classificato dalle varie riviste di settore come appartenente al genere horror, più precisamente, un thriller psicologico con tendenza al sovrannaturale. Ispirato ai vecchi film in bianco e nero degli anni ’50 e ’60, vi ritroverete immersi in una atmosfera raccapricciante di suoni, ombre e moniti infernali. Una esperienza in prima persona che vi proietterà all’interno della villa Wharton, una magione in stato di abbandono che racchiude la chiave di antichi segreti e la memoria di recenti orrori. Come in ogni mistero il nostro compito è capire la verità che si cela dietro gli enigmi. Ma la verità è solo l’inizio, aggiungono Dario Argento e Clod Studio, “perché” è la chiave, e non tutti saranno disposti a affrontare e accettare una verità inquietante.

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TOUR GUIDATO

Nella tech demo abbiamo dunque la possibilità di esplorare alcune porzioni della dimora Wharton. Il titolo finale, cosi come la versione in esame, è realizzato con l’impiego del motore grafico Unreal Engine 4, impiegando la tecnica della fotogrammetria. Le ambientazioni in bianco e nero non risultano mai piatte grazie ad un uso sapiente delle luci e delle ombre che creano immersive e cupe ambientazioni. Abbiamo notato alcuni tratti distintivi del titolo, come la totale assenza di interfaccia di gioco o la diversa messa a fuoco degli oggetti e delle ambientazioni. Quasi tutti gli elementi presenti nell’area di gioco risultano curati nel dettaglio. Una cura a tratti maniacale che lascia spazio a varie supposizioni, che faremo in seguito. Il comparto audio è ben strutturato anche se abbastanza ripetitivo, almeno in questa versione demo. Ogni azione possibile è accompagnata ad un feedback audio realistico a tratti inaspettato. Sentire il rumore dei propri passi, durante l’esplorazione, interrotto dal rumore di altri passi, più pesanti e veloci, vi trasmette uno stato d’ansia non indifferente. Tuttavia, in questa tech demo, il comparto grafico supera nettamente quello audio. Di pregevole fattura anche la colonna sonora, che non sovrasta mai i rumori ambientali, capace di aumentare il senso di angoscia.

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CONCLUSIONI

Dreadful Bond ha tutte le potenzialità necessarie per essere un titolo capace di imporsi nel mercato videoludico italiano e mondiale. La presenza del registra internazionale pluripremiato Dario Argento ha dato slancio e visibilità al progetto. Lo stesso Dario Argento ha dichiarato “Dreadful Bond è un progetto che si avvicina molto alle mie tematiche, ai miei film, ai miei sogni, ha qualcosa di profondo che mi ha colpito subito”. Importante, se non essenziale, la sua presenza nel progetto. È
raro vedere un titolo indie che ha un forte e repentino impatto nell’industria videoludica. Basta prendere in esame un altro titolo horror italiano, recentemente premiato agli Italian Video Games Awards, Remothered: Tormented Fathers, qui link al nostro Focus On, per capire quanto difficile e lunga sia la realizzazione di un progetto per un software house indipendente.

Il teaser trailer “For Bridget”, diretto da Dario Argento, è semplicemente perfetto.

Se considerate infine che il rilascio della tech demo è stato affiancato ad un teaser trailer diretto dallo stesso Dario Argento, si capisce subito quanto sia importante la figura del celebre registra. In fase conclusiva ci permettiamo la libertà, svincolati da limiti e obblighi redazionali, di fare alcune piccole considerazioni, anche di carattere personale e del tutto soggettive. Nel preciso istante in cui il maestro dell’horror ha ufficialmente confermato la sua presenza, il suo nome e la sua fama sono stati indissolubilmente legati al titolo. Paradossalmente la presenza di una figura cosi importante del mondo cinematografico non poteva ridursi a una mera collaborazione, portando, forse, in secondo piano l’ottimo lavoro svolto finora da Clod Studio. Un giusto compresso per una immediata notorietà. Quanto scritto in precedenza, fermo restando che non è il primo titolo ad aver avuto una collaborazione con esponenti del mondo cinematografico, non assume alcuna connotazione accusatoria, al contrario è tanto utile quanto proficuo per il settore videoludico. Una collaborazione cosi forte e sentita porta sempre più a identificare il videogioco come forma d’arte, aumentando una coscienza globale che stenta a prendere forma.

Il rilascio della demo e il teaser trailer sono da ritenersi un successo. Dreadful Bond non si era mai mostrato in pubblico. Clod Studio e Dario Argento non potevano trovare modo migliore. Nel trailer è tangibile la direzione artistica del registra, dalle musiche, le inquadrature, i giochi di luce. Un video così ben realizzato che assume immediatamente le sembianze di un corto d’animazione, abbandonando la sua reale natura. Anche la versione demo analizzata segue l’alto standard qualitativo presente nel trailer. Perfettamente amalgamata con il trailer, la qualità di una semplice tech demo è lodevole. Provandola abbiano notato alcuni piccoli particolari che potrebbero essere elementi di gameplay innovativi e del tutto personali. L’assenza di HUD e la prima persona rendono l’esperienza totalmente immersiva. È presente, inoltre, un punto di messa a fuoco, posizionato orientativamente nella parte centrale dello schermo. Come risultato abbiamo un effetto sfocato che mette in risalto ciò che abbiamo davanti. Altra peculiarità ben apprezzata è la qualità reale di ciò che vediamo. Più ci si avvicina ad un oggetto, un quadro, una statua, più aumenta la qualità e il dettaglio di ciò che viene mostrato. Entrambe potrebbero essere caratteristiche strettamente legate al gameplay oppure al personaggio, la cui identità è sconosciuta. Il nostro consiglio è quello di provare la demo gustandosi prima il trailer. Il link per il download è disponibile a questo indirizzo.

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