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ASTRAL CHAIN – PLATINUMGAMES STRIKES AGAIN

di Christian "Christi90" Giordano
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Nintendo Switch è una console che sicuramente si sta distinguendo dalle altre rivali non tanto per la sua anima ibrida e innovativa, quanto più per le esclusive, che nei primi due anni di vita si sono sempre mostrate di un certo livello qualitativo. Inutile ammettere che la nostra redazione quando ha visto l’ennesima collaborazione in esclusiva con PlatinumGames non ha potuto far altro che gioire. Se da un lato tutti trepidamente attendiamo il sequel e terzo episodio di Bayonetta, è anche vero che la nascita di nuove IP esclusive come The Wonderful 101 per Wii U suscitano sempre un certo interesse. Se poi a questo aggiungiamo un trailer con un gameplay innovativo e un design che ricorda NieR Automata, ecco qui che Astral Chain se prima aveva la nostra curiosità, adesso ha certamente la nostra attenzione. Lo abbiamo provato, divorato e anche finito e il verdetto è stato quasi unanime. Signori e signori, vi presentiamo l’ultima fatica della casa di Osaka.

Astral Chain (1)

La storia narra dei gemelli eterozigoti Howard, facenti parte dell’unità Neuron, che ha a disposizione delle armi da guerra, i Legion. Prima caratteristica è che potremo scegliere se essere il protagonista maschile o femminile. A seconda della nostra scelta, automaticamente il nostro gemello verrà chiamato Akira Howard, una geniale trovata  – dato che corrisponde al nostro Andrea – quindi nome proprio di persona maschile e femminile. Dopo esser stata chiamata all’azione in un attacco dimensionale presso L’Arca, ovvero quel che rimane della civiltà dopo un impatto con un meteorite, l’unità resta intrappolata in un portale dove i nostri fedeli compagni si ribelleranno. Da qui vi sarà un susseguirsi di eventi che porterà il protagonista ad acquisire straordinari poteri e scoprire cosa si cela dietro l’Unione, ovvero l’organizzazione che controlla ciò che rimane del globo terrestre.

Astral Chain (2)

Il titolo è strutturato in capitoli che avranno a disposizione un obiettivo principale, dei casi rossi, che possiamo considerare come delle missioni secondarie, ma importanti, soprattutto da un punto di vista di valutazione finale ed esperienza, e i casi blu, che in realtà sono dei riempitivi finalizzati soprattutto ad accumulare esperienza e oro. Il capitolo è strutturato in modo tale che non si interrompe all’improvviso, ma quasi sempre si dovrà far ritorno al quartier generale dove hanno inizio e fine le nostre missioni.

PlatinumGames ha pensato di rendere il tutto interattivo obbligando il protagonista a viverlo il QG

Questa è davvero una trovata geniale, perché anziché sviluppare armi e Legion attraverso un menu sterile o acquistare oggetti utili alle missioni, PlatinumGames ha pensato di rendere il tutto interattivo obbligando il protagonista a viverlo il QG. Può sembrare una forzatura, ma in realtà è un elemento che sulla lunga distanza si mostra vincente. Come già detto, durante l’avventura si accumuleranno esperienza, tradotta in codici genetici, e oro. I primi serviranno per lo sviluppo dei Legion, attraverso una classica mappa delle abilità, cui potranno essere assegnate delle abilità, cosa che ricorda molto lo sviluppo dei pod in NieR: Automata. Parallelamente potrà essere potenziato il Manganello X, ovvero l’arma principale del gioco, e il Legatus, ovvero il macchinario che serve per l’evocazione dei Legion.

Astral Chain (3)

E arriviamo a quello che sicuramente è il punto di forza di Astral Chain, il gameplay. Inizialmente può risultare semplice, con il protagonista che si limita a mazzolare supportato dal Legion Spada che attacca in automatico. Nulla di più semplice, se non fosse che con l’acquisizione di altri Legion e con lo sviluppo degli stessi, nonché l’apparizione di nemici che presentano differenti caratteristiche, il tutto esplode letteralmente in qualcosa di veramente unico e originale. Spiegare ciò che si prova nei combattimenti è veramente difficile, perché è un’esperienza che va vissuta. Quel che possiamo sicuramente dirvi è che si crea una sinergia totale con il vostro compagno che avrà la scena la maggior parte del tempo. Si, perché il Legion non serve soltanto per lottare, ma presenta anche altre svariate funzioni.

Astral Chain (4)

Una peculiarità di Astral Chain è sicuramente l’alternarsi di fasi action e fasi esplorative. Durante quest’ultime il parco Legion a disposizione avrà una grandissima importanza. Il Legion Spada ci permetterà di disintossicare i cittadini sopraffatti dalla materia cremisi, il Possente permetterà di aprire porte o spostare oggetti pesanti, Bestia di muoversi velocemente e trovare oggetti sotterrati e cosi via. Ma non solo, perché il nostro Legion sarà fondamentale anche nell’esplorazione del mondo in quanto ci permetterà di eseguire salti o aggirare ostacoli. Ancora, altro punto di forza è che gran parte del gioco si svolgerà all’interno di portali che ci catapulteranno in un’altra dimensione. Qui quasi sempre dovremo affrontare delle piccole fasi platform, che quindi vanno un po’ a spezzare il ritmo di gioco, ma vanno sicuramente ad aumentare l’originalità del titolo.

Astral Chain (5)

Non mancano anche fasi stealth dove sarà di fondamentale importanza sfruttare al meglio l’ambiente circostante, nonché fasi di ricerca dove si dovranno prendere appunti per risolvere un caso o proseguire nella storia. Altra nota di merito del titolo è sicuramente il parco nemici. Per tutta la durata del titolo questi variano e si potenziano, non sono quasi mai ripetitivi e cercano sempre di mettere in difficoltà il videogiocatore, anche se normalmente il titolo consiglia la difficoltà da selezionare per adattare al meglio lo stile di gioco alla complessità nell’affrontare lo stesso. Quasi sempre saranno presenti delle mini boss fight durante il capitolo che faranno soltanto da preambolo a quelle che saranno le vere e proprie boss fight, sempre differenti e mai banali che spesso richiedono un certo adattamento del videogiocatore allo stile più idoneo per la battaglia. Il tutto non è esente da difetti. Le principali cose che fanno storcere il naso sono sicuramente la gestione automatica della telecamera, che non si dimostra all’altezza in soprattutto nelle fasi action, e lo sviluppo dei Legion, in quanto il potenziamento di un singolo Legion può bastare ad affrontare la maggior parte delle boss fight. Volendo essere pignoli, il mancato doppiaggio del personaggio scelto ad inizio avventura.

Narrativa bella e originale. Dobbiamo ammettere che spesso subisce dei cali, ma sono dovuti più che altro ad un alternarsi di tipologie di gioco che descriveremo in seguito. Ogni personaggio è altamente caratterizzato e non possiamo negare che ad alcuni vi affezionerete ben presto. Anche i dialoghi risultano essere sempre sopra le righe, ma mai troppo orientali. Per dirla in un linguaggio comprensibile, rispetto a quel che può apparire, Astral Chain non è una giappominkiata. Nota di demerito, per alcuni, è la mancanza di voce o dialoghi del protagonista, ma in linea con la politica di Nintendo e ispirandosi a un Link, PlatinumGames ha voluto sperimentare questa soluzione che non risulta essere forzata a differenza della solita traduzione della casa di Kyoto che fa perdere certe particolarità del titolo.

Grafica e design sono mozzafiato. In un periodo in cui il cyberpunk va molto di moda, Astral Chain presenta delle location futuristiche veramente particolari e originali, unite a dei colori che danno sempre quella sensazione di post-apocalittico. A questo dobbiamo aggiungere anche che gran parte del gioco si sviluppa all’interno di portali che ci proiettano in altre dimensioni. Qui la tonalità varia e da un blu/nero si passa a un rosso, colore che per tutto il gioco rappresenta la tossicità, la materia che inquina il genere umano. Mai similitudine è risultata più bella. Ma non solo. Astral Chain è anche molto save the planet. Sono state inserite feature “ecologiste”, ad esempio sarà possibile raccogliere lattine e gettarlo ricevendo soldi, cosi come si verrà multati qualora si distruggeranno cartoni, cartelli stradali e altre cose. Colonna sonora particolare che alterna elementi tecno pop a fasi rock, sempre in una certa chiave futuristica, ma mai cadendo nel trash come spesso capita nei titoli PlatinumGames. Per di più a un orecchio allenato e sensibile alle OST dei titoli della casa di Osaka non può non sorprendere un certo richiamo a vecchie glorie del passato. Non siamo riusciti a provare il multiplayer, mentre per quanto riguarda la longevità, sicuramente ci troviamo difronte a un titolo che vuol essere rigiocato, sia per rivivere al meglio la storia, sia perché alcuni casi non saranno disponibilità dalla prima run. La prima run, completando tutte le side quest disponibili, non supera le 25 ore, non male considerando la già alta longevità garantita da quanto scritto in precedenza.

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